LAURIE ANDERSON “LIFE ON A STRING”

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Pubblicato sul mensile MIDISONGS

GLI ALBUM DA RISCOPRIRE – LAURIE ANDERSON “LIFE ON A STRING”

ETICHETTA: NONESUCH (79539-2)

Laurie Anderson - Life on a string  Laurie Anderson - Life On A String (Back) Laurie Anderson - Life On A String (CD1)

Correva l’anno 2001 quando Laurie Anderson, la Paganini del nuovo millennio, usciva col nuovo lavoro “Life On A String”. Il violino suonato con la stessa verve e ispirazione che fecero grande il primo indimenticabile album “Big Science”. Nel corso del tempo la musicista ha guadato fiumi di musica tecnosintetica sia in studio che live, alcuni ricorderanno forse la personalissima interpretazione teatrale della balena bianca Moby Dick dal capolavoro di Melville intitolato appunto “Songs And Stories Of Moby Dick”. Il 2001 segna in modo tangibile il necessario ritorno a un minimalismo estetico più di spessore, elementi di concretezza più legati alla musica etnica profusi attraverso una nutrita orchestra di archi e fiati ad accompagnarne intime letture musicali.laurie-anderson-b

Un nuovo viaggio attraverso una serie di rappresentazioni legate a un privato quotidiano più che mai personale, come dimostrano molte delle dodici composizioni di “Life On A String” abbracciando un ventaglio di sentimenti che hanno il sapore della vita vissuta. Si tratta certo di uno degli album più autobiografici dell’artista, trasferitasi da Chicago a New York quasi quaranta anni fa, impregnato di un lirismo struggente da lei stessa definito ‘scuro, molto scuro’, quasi un presagio di quanto di li a poco sarebbe successo in quel nefasto 11 settembre. L’accompagnano in questa nuova avventura a cavallo tra note e poesia grandi artisti della scena musicale come Dr. John, Van Dike Parks, Bill Frisell e naturalmente il compagno di vita Lou Reed. Non c’è gioia ne spensieratezza in questa non forzata lettura, carica di emozioni, della solitudine e della fine dell’esistenza terrena. L’influenza primaria dell’album deriva in grossa parte dal film di Julian Schnabel “Before The Night Falls”. Non c’è un singolo brano da ascoltare sopra gli altri, ciascuno rappresenta un tassello che va a comporre visioni esteticamente appaganti in un non commiserevole affresco di variopinta umanità. Statue Of Liberty è forse quello su cui porremmo l’accento per il disincanto con cui viene decantato il senso di libertà da cui molti rifuggono per timore. La valenza di un’opera come questa è ben maggiore di quanto possa trasparire da ogni singola composizione per cui fondamentale è l’ascolto dalla prima all’ultima nota: iniziereste mai a leggere un libro a metà? “Life On A String” è stato e rimane a oggi uno dei lavori più importanti della Anderson, artista per nulla interessata a vivere un’esistenza da star che ha sempre amato mettersi ogni volta in discussione al punto da farsi paura. Un atteggiamento che solo superficialmente potrebbe venire considerato quello di una fottuta snob della musica per menti elette.

Claudio Pofi

 

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