IL MIO ETTORE SCOLA

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IL MIO ETTORE SCOLA

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“Il mondo nuovo” blu-ray francese

Dopo l’attore Franco Citti (http://www.videotop.it/franco-citti-a-modo-mio/) il cinema piange la scomparsa di Ettore Scola, stimato regista e sceneggiatore. Questo è Ettore Scola a modo mio che come consuetudine non intende impregnare la pagina di inutili bit e meri elenchi, mi limiterò a ricordarne il cinema nella mia vita. Ricordo che oltre che personale sarà anche particolarmente (e me ne scuso) limitato dato che non rientra nella rosa dei miei migliori registi ma devo altrettanto riconoscere la sua partecipazione alla creazione di opere che hanno davvero lasciato il segno.

L’ho conosciuto con un film che ritengo minore nella sua cinematografia, “Brutti, sporchi e cattivi”, nei primi anni ’80, alba dell’home video nostrano quando circolavano poche e costosissime VHS e Betamax. Grazie alle videocassette iniziai il lento approccio a Scola con una produzione affatto memorabile, un irriconoscibile Nino Manfredi nel degrado della periferia romana metà anni ’70, all’interno di una grande famiglia baraccata dal sapore pasoliniano in cui le varie generazioni progettano di eliminarsi a vicenda. Ero più che altro curioso di comprendere cosa avesse spinto la giuria di Cannes ad assegnare il riconoscimento come miglior regia, non lo capii, troppo acerbo e ignorante per cogliere le ragioni della storia e lo stile nel racconto.

Brutti-sporchi-e-cattivi_posterEttore fu protagonista delle mie giornate di recupero e approfondimento del cinema italiano quando ebbi occasione di vedere in televisione lavori più leggeri come “Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa?” dove scoprii l’accoppiata vincente Alberto Sordi / Bernard Blier (poi nuovamente insieme in “Una botta di vita” del 1988), rispettivamente ricco editore e dipendente in un improbabile viaggio per il continente africano alla ricerca del cognato dell’imprenditore, fuga dalla realtà con brusco risveglio finale. Nel corso del tempo ho avuto modo di osservare una mano registica che raramente mi ha entusiasmato, vuoi per scelte tecniche o per limitazioni di budget. Per il secondo caso ricordo l’ambientazione nella Roma fascista in “Concorrenza sleale” del 2001, dove Diego Abatantuono e Sergio Castellitto sono due mercanti di stoffe e abiti su misura in costante lotta per accaparrarsi clienti nella stessa via, il primo milanese il secondo ebreo della capitale. Tutto cambierà con l’arrivo delle leggi razziali. Un film che forse avrebbe potuto dare di più se avesse avuto un budget Scola_Concorrenza-slealenon risicato, come per esempio quello che ebbe a disposizione Martin Scorsese l’anno dopo per “Gangs of New York”, dove intere vie con ambientazione ottocentesca vennero ricostruite a Cinecittà. Ricordo anche “Io la conoscevo bene” del ’65, sceneggiato da Scola e diretto da Antonio Pietrangeli sulla vita di una giovane che muove a Roma per fare il cinema finendo schiacciata dai suoi stessi sogni. Affascinante Stefania Sandrelli e forse la sua migliore interpretazione. Strano che Ettore abbia affermato di non avere mai concluso un racconto in maniera davvero tragica…

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“Una giornata particolare” blu-ray americano

Realizzato con sublime drammaturgia sopra a tutti c’è senza dubbio “Una giornata particolare” del ’77, con due emblematiche figure interpretate da Marcello Mastroianni e Sophia Loren, lui giornalista radiofonico licenziato perché sospettato di omosessualità che medita il suicidio, lei ignorante popolana quanto fervida fascista. Incrocio di due vite alla deriva nel giorno della visita a Roma di Adolf Hitler con un finale che apre le porte alla futura presa di coscienza dell’amara realtà da parte del popolo. È forse l’opera che più ha permesso a Ettore di farsi conoscere anche all’estero (andò vicino all’Oscar), amata negli Stati Uniti dove addirittura è stata prodotta un’edizione Blu-ray alta definizione mentre in Italia dobbiamo accontentarci del più semplice DVD. Mantengo un vago ricordo de “Il mondo nuovo” del 1982, anni a mio avviso artisticamente meno interessanti rispetto ai lavori del precedente decennio, film in costume ambientato in Francia che racconta delle reazioni tra gli etoregenei passeggeri in viaggio su una carrozza raggiunti dalla notizia dello scoppio della rivoluzione. Mastroianni qui recitava nel ruolo di Casanova ma nel cast c’erano anche Enzo Jannacci e Harvey Keitel.

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Blu-ray americano

Vago ricordo anche per “C’eravamo tanto amati”, considerato un capolavoro, con un cast unico tra cui Mastroianni, Fellini, Manfredi, Aldo Fabrizi, Gassman, la Sandrelli, Stefano Satta Flores, Isa Barzizza, Giovanna Ralli e Mike Bongiorno, viaggio attraverso trent’anni di storia italiana con un pessimismo di fondo raccontando la sconfitta delle generazioni del dopoguerra, non l’ho amato. Degli ultimi lavori il mio grazie va a “Romanzo di un giovane povero” del 1995, dove un laureato privo di danaro e non corrisposto nei sentimenti si prende la colpa della morte della moglie dell’anziano vicino Bartoloni (Alberto Sordi), insopportabile arpia che lo vessava costantemente. Il giovane coglierà l’occasione per sfuggire alla società, le sue regole e ‘sbarre’ attraverso il carcere. Amaro racconto di un’esistenza senza amore. Mi è piaciuto ma troppo triste per aver voglia di rivederlo.

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“Io la conoscevo bene” blu-ray americano

Ricordando che Scola è la penna dietro la quale si cela l’ingegno artistico di scritti che hanno lasciato il segno come il magnifico “Il sorpasso” diretto da Dino Risi piuttosto che “Il Gaucho”, entrambi con Gassman mattatore, rimango particolarmente legato a un suo piccolo quando adorabile film, “Che ora è?” del 1989, da lui scritto e diretto. Storia del giovane Michele, interpretato da un formidabile Massimo Troisi (che con Scola aveva appena collaborato in “Splendor”), che incontra l’anziano padre avvocato Marcello, sempre Mastroianni, giunto dalla capitale a Civitavecchia in visita al figlio che sta svolgendo il servizio militare obbligatorio. Un legame davvero particolare dal momento che l’anno prima anche io prestavo servizio presso la caserma Piave, la medesima all’interno della quale ha inizio il film di Ettore. Per pochi mesi non ebbi occasione di vedere da vicino Scola e Troisi sul set (di loro rimangono pochi scatti all’interno di un servizio sul mensile Ciak), senza dimenticare che nel cast del film facevano parte anche Lou Castel e Anne Parillaud (la ricordate assassina in “Nikita” di Besson?). Una storia dalla drammaturgia lieve, incontro/scontro tra due generazioni agli antipodi, (forse) incapaci di comprendersi, unite dal legame di sangue e dal tempo: coinvolgente il finale col padre che chiede ripetutamente al figlio l’ora dopo avergli regalato un affascinante orologio-cipolla da taschino. C’era il DVD, da tempo fuori catalogo ma non dovrebbe essere difficile recuperarlo usato.

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“Che ora è” blu-ray francese

Peccato che la nostra industria dell’home video non ne abbia valorizzato maggiormente le opere, il cinema di Scola è un cinema che ha saputo raccontare dell’Italia, vista dal basso attraverso il romanzo popolare ma anche quella del boom economico, un’Italia letta attraverso chiavi anche grottesche, di farsa, a tratti paradossali, miracoli e peccati del Belpaese, cinema della memoria, di riscatto, di denuncia, d’impegno sociale, cinema che verrà ricordato più di quanto non si sia già dimentichi di quello che gran parte del cinema italiano è, oggi.

Claudio Pofi

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