GHOSTBUSTERS I & II – MITO (S)CONSACRATO IN 4K

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FANTASMI DA LEGARE – I GHOSTBUSTERS IN 4K

Parapsicologi con balzane teorie su fantasmi ed ectoplasmi, Raymond Stantz (D. Aykroyd), Peter Venkman (B. Murray) ed Egon Spengler 1443637628_ghost2(H. Ramis), dopo essere stati cacciati dall’università di New York ed avere avuto un incontro ravvicinato con l’aldilà, fondano la società degli Acchiappa Fantasmi. Mentre nella metropoli si moltiplicano le segnalazioni di avvistamenti gli scienziati scoprono la presenza di un’antica entità sumera desiderosa di tornare dal regno dei morti. Il primo film di Ivan Reitman a cui avrebbe dovuto partecipare anche il compianto John Belushi è un cult assoluto, pietra miliare del suo tempo ancora oggi amato a dismisura da schiere di appassionati.

Nel secondo capitolo ritroviamo i Ghostbusters all’ombra di se stessi, senza più fantasmi da cacciare hanno preso strade separate sino al momento in cui un fiume ectoplasmico che scorre sotto le fondamenta di New York connesso all’inquietante dipinto di un tiranno vissuto nel XVI secolo li riunirà nuovamente per salvare il mondo.

2016061500003261Erano passati quasi cinque anni dal primo film del 1984, sequel troppo tardivo con trama meno grintosa e brillante, checché ne dica lo stesso Reitman spalleggiato da Aykroyd, per un più modesto successo commerciale. Opera dall’inferiore appeal ma comunque da ricordare per l’incredibile set di effetti ottico-visivi in un’epoca ancora lontana dalle potenzialità del CGI: alle due produzioni diedero fondamentale contributo grandi maestri come Richard Edlund e John Bruno.

Due film che non possono mancare nella collezione degli amanti del genere, due film che nel corso del tempo hanno visto numerose volte la luce in Home Video. In alta definizione Blu-ray contiamo una prima uscita, da tempo fuori catalogo, di qualità d’insieme sopra la media per la parte più squisitamente video e una second issue basata su nuovo telecinema e master 4K.

Da poco disponibile la terza pubblicazione e prima in UHD, ampiamente superiore alla precedente ma tecnicamente non da riferimento, rick-moranis-as-louis-tully-in-ghostbusterscomplice l’originale cinematografia dei film che circa trent’anni fa vennero girati in 35mm (pellicola Eastman 400T 5294) e un risultato non eccellente già in sala su grande schermo specie nelle sequenze meno luminose, qui più che mai risaltando senza remore e più che correttamente la diffusa grana originale.

BLU-RAY 4K  – VIDEO Schermo panoramico 2.40:1 per entrambi ma il formato immagine di “Ghostbusters” è simile alla prima edizione pur concedendo lieve maggior volume informazioni a bordo immagine, codifica video AVC/MPEG-4 (1920×1080/23.97p) per il disco 2K incluso in queste nuove confezioni, lo stesso disco della precedente emissione ‘Remastered 4K’. La prima pubblicazione HD era nettamente superiore al DVD lasciando la sensazione di un ulteriore margine di miglioramento in particolare sul livello dei neri e più in generale il croma, grado di luminosità a tratti eccessivo che per contro metteva in luce maggiori elementi in secondo piano che il superiore contrasto di questo nuovo disco 2K in parte ha ridimensionato.

ghostbusters-5-timePassando ai nuovi Blu-ray UHD 4K (codifica video H.265 3840×2160/23.97p) si nota subito un netto miglioramento nella bilanciatura contrasto/luminosità ma soprattutto nella ricchezza dei colori e dei neri mentre permangono passaggi più soft che nel complesso non fanno gridare al miracolo. Partendo dal presupposto che sia stato utilizzato il medesimo digital intermediate 4K messo in campo per il Blu-ray 2K ‘Remastered 4K’ mi aspettavo un risultato video definitivo ma la sensazione è di relativo disappunto al netto del confronto col passato anche più recente; situazione identica anche per “Ghostbusters II”. Aggiungo che la superiore risoluzione del disco 4K mette ulteriormente con le spalle al muro i limitati effetti ottico-visivi dell’epoca ancor più ‘scollati’ dal contesto.

BLU-RAY 4K – AUDIO Per l’audio sul primo “Ghostbusters” 2K ritroviamo la stessa codifica DTS-HD Master Audio 5.1 canali italiano ad altaghostbusters_still8 risoluzione di buona resa con volume sonoro maggiore anche se a tratti i dialoghi risultano sibilanti. Fortemente penalizzata l’offerta Blu-ray 4K con la sola codifica Dolby Digital 5.1 canali italiano poco più robusta del vecchio DVD a favore della traccia originale inglese Dolby ATMOS (retro-compatibile Dolby TrueHD 7.1 canali in assenza del relativo decoder) e un ascolto poco superiore alla controparte DTS-HD Master Audio senza dimenticare che i conti vanno fatti considerando l’originale datato missaggio di provenienza. Differente la proposta per il secondo film dove su entrambi i dischi l’italiano è codificato in misero Dolby Digital 2.0 canali (con annessa matrice Surround analogica) davvero minimal quanto a qualità contro la traccia DTS-HD Master Audio 5.1 canali inglese sul Blu-ray 2K che diventa Dolby ATMOS sul 4K.

gb1_mult_img_offphoto22EXTRA Gli extra del primo “Ghostbusters” nel disco 2K sono pressoché identici alla vecchia edizione con numerosi approfondimenti sulla lavorazione, immagini dietro le quinte e interventi di parte di cast e troupe mentre sono andati persi l’accesso diretto alle scene, il trailer e la relativa realizzazione dell’omonimo videogioco ATARI guadagnando una galleria poster e artwork, retrospettiva del film in compagnia di Ivan Reitman e Dan Aykroyd, riprese alternative alla versione tv, video musicale di Ray Parker Jr e trailer cinema.

I supplementi di “Ghostbusters II” sono di meno ma comunque degni di visione: altra retrospettiva del film in compagnia di Ivan Reitman e Dan Aykroyd, videoclip musicale di Bobby Brown, sette scene eliminate dal montaggio finale, trailer.

Se mi sento di consigliare l’acquisto? Si a patto di essere consci dei limiti legati all’epoca delle due produzioni e soprattutto si sia in possessoghostbusters_promo1-1024x576 di uno schermo di grandi dimensioni possibilmente con tecnologia OLED, in grado di esaltare le differenze tra presente 4K e passato 2K non sempre così evidenti se la catena digitale TV + Player UHD ha dei limiti nel risaltare lo spazio colore HDR (High Dynamic Range) con cui sono codificati entrambi i dischi, altrimenti non si beneficia di una visione con colori più dinamici e intense tonalità comunque mai sovrabbondanti.

Claudio Pofi

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