HANCOCK 4K

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SUPER-CIALTRON-EROE

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Colpito da amnesia, John Hancock (Will Smith) è un supereroe abbandonatosi a se stesso che vive a Los Angeles, trasandato, alcolizzato e hancock-wallpaper-48525-50129-hd-wallpaperscafone anche se dalla parte della legge. Quando interviene in aiuto del prossimo i danni che provoca sono sempre più ingenti nonostante la sua posizione gli consenta un atteggiamento di totale sufficienza. A fargli cambiare idea ci penserà Ray (Jason Bateman), professionista nelle relazioni pubbliche che lo convincerà a entrare in carcere per i danni provocati alla città, disintossicarsi e imparare a relazionarsi col prossimo, in attesa che la metropoli gli dia la chance di dimostrare di essere cambiato veramente.

Diretta con ottima mano dall’attore e regista Peter Berg (“Battleship”, “Lone Survivor”, “Il tesoro dell’Amazzonia”) questa divertente commedia fantascientifica seppe catturare la mia attenzione dal primo all’ultimo istante, ben congegnata, ritmata e con un cast strepitoso che vedeva il sempre ottimo Will Smith in compagnia dell’affascinante Charlize Theron e la simpatica macchietta di Jason Bateman.

Charlize-Theron-and-Jason-Bateman-in-Hancock-hancock-1703813-1200-800Ricordando che tra i produttori e produttori esecutivi erano presenti nomi di registi d’eccellenza come Michael Mann e Jonathan Mostow il film fu girato in 35 mm nel 2008 con pellicole Kodak a diversa sensibilità (Kodak Vision2 50D 5201, Vision2 200T 5217, Vision2 500T 5218) e che “Hancock” fu il primo film che beneficiò di telecinema 4K con proiezione in alcune sale italiane già attrezzate come l’Arcadia che in quel caso impiegò il proiettore Sony CineAlta 4K. Tra i fortunati che ebbero occasione di assistere alla proiezione ricordo che rimasi non del tutto soddisfatto, con passaggi di incredibile dettaglio e solidità ad altri in cui era notabile una certa grana ma anche inferiore tenuta per i particolari in primo piano. In sostanza un risultato differente da come me l’ero immaginato dato che, errore mio, non avevo riflettuto sulle implicazioni legate all’impiego di pellicola e che la stessa non può offrire il medesimo grado di risoluzione quando vengono impiegate differenti emulsioni con un risultato inversamente proporzionale (a 50 ASA la risoluzione è più alta rispetto al 250 ASA e ancora meno a 500 ASA).

Foto Frank Masi/Columbia Pictures

Vennero le pubblicazioni home video e la versione HD su Blu-ray non era affatto male, felice di ritrovare quella stessa grana senza che fossero stati chiamati in causa invasivi filtri di riduzione del rumore video. A distanza di otto anni Sony Pictures Home Entertainment ha messo in distribuzione la nuova versione 4K di “Hancock” che francamente attendevo con impazienza, speranzoso si trattasse di opera tradotta nel nuovo sistema di codifica video ad alta prestazione H.265/HEVC utilizzando il master 4K mentre è stato usato il precedente 2K. Un peccato è vero, ma il risultato finale di questa nuova edizione rimane comunque ampiamente sopra il precedente Blu-ray 2K: per la saturazione e tenuta dei colori, la totale scomparsa di solarizzazioni e macchie in secondo piano visibili su schermi di grandi dimensioni, la profondità dei neri e un più elevato senso di profondità di campo anche nei passaggi più bui. Il livello della luminosità appare maggiormente modulato affiorando sfumature cromatiche ed elementi in background prima impercettibili.

Hancock-Will-SmithLa sezione audio è una sorpresa, in parte negativa. Il disco centralizzato 4K (prodotto per coprire il maggior numero possibile di nazioni), che offre il film nella sola versione theatrical di 93 minuti, vede l’italiano nella sola codifica Dolby Digital 5.1 canali mentre a guadagnarci è l’inglese col Dolby ATMOS per un affascinante ascolto anche a 12.1 canali che passa automaticamente al Dolby TrueHD 7.1 canali in assenza del relativo decoder.

Le cose cambiano con il secondo disco Blu-ray 2K col film nella versione cinematografica di 1 ora e 32 minuti oppure l’estesa (anche in italiano) a 1 ora e 42 minuti. Due sole tracce audio Dolby TrueHD 5.1 canali italiano e inglese mentre si ritrovano i medesimi supplementi con numerosi approfondimenti sulla lavorazione ma soprattutto un extra particolarmente esclusivo e in voga in anni economicamente più felici ovvero la visione, entrambe le versioni, con inserimento di immagini (picture in picture) della lavorazione (inserti in inglese con sottotitoli).

Claudio Pofi

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