I MAGNIFICI 7 – QUANDO IL WESTERN SI FA VENDETTA

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CINEMA – I MAGNIFICI 7

DA AKIRA KUROSAWA AD ANTOINE FUQUA PASSANDO PER JOHN STURGES

Rose Creek, California 1879. Il villaggio di contadini e minatori è vessato dallo spietato faccendiere Bartholomew Bogue (Peter Sarsgaard) Denzel Washington;Chris Prattche non si ferma davanti a nulla pur di aggiudicarsi gli appezzamenti di terreno altrui e trarre profitto dalla vicina miniera d’oro. Preoccupati per la situazione i cittadini si riuniscono presso la locale chiesa e Bogue non perde occasione per soffocarne le intenzioni nel sangue. Una giovane donna che ha visto il marito trucidato a sangue freddo prende coraggio assoldando chiunque sia disposto a difendere il paese a partire dal cacciatore di taglie Sam Chisolm (Denzel Washington) che l’aiuterà a reclutare altri sei eroi preparando gli abitanti alla difesa armata.

268308-the-magnificent-seven-2016-movie-wallpaper-01-1600x796Il grande classico di John Sturges del 1960 basato sul capolavoro “I sette samurai” di Kurosawa è certo un western figlio di quegli anni e, nonostante ne serba un piacevole ricordo se non altro per attori colossali come Steve McQueen, Charles Bronson, James Coburn, Yul Brynner, Eli Wallach e Robert Vaughn, mi piacque in tenera età, speranzoso che presto o tardi qualcuno ne avrebbe ripercorso l’epica con maggiore impatto grafico. 

Con la sceneggiatura di Nick Pizzolatto e Richard Wenk del 2013 the-magnificent-seven-trailer-image-7la Metro-Goldwyn-Mayer coinvolse nel ruolo principale niente meno che Tom Cruise, che abbandonò il progetto in gestazione. Anche in questo caso il cast è di grande prestigio ma solo in parte sono stati coinvolti nomi altisonanti tra cui Denzel Washington, che torna a recitare al fianco di Ethan Hawke, Vincent D’Onofrio, Chris Pratt e Peter Sarsgaard. Western adrenalinico spesso entusiasmante, carico di strepitosa ironia che non mi ha fatto rimpiangere il passato.

The Magnificent Seven MovieLa regia di Fuqua è più funzionale che iperbolica, non eccede in virtuosismi ma non perde nemmeno contatto col senso dell’azione, esaltandola, rendendola ancor più coinvolgente e uscendo fuori giri solo in qualche occasione: su tutte ho trovato davvero improbabile l’assalto alla mitragliatrice Gatling da parte del solitario Josh Faraday-Chris Pratt che si sarebbe potuto orchestrare in maniera più misurata e credibile.

Un film che mi ha divertito e regalato due ore di piacevole intrattenimento ad altissimo livello, opera dall’azzeccata colonna sonora che solo alla fine riprende il favoloso tema di Elmer Bernstein, l’ultima musicata dal maestro James Horner (“Titanic”, “48 ore”, “Jade”, Apocalypto” tra i tanti) prematuramente scomparso il 22 giugno 2015 e a cui il film è dedicato. Da vedere.

Claudio Pofi

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