INFERNO – PURGATORIO DELL’UMANITA’

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CINEMA – INFERNO

HUMANTY IS A DISEASE…MEET THE CURE

Quando il professor Robert Langdon (Tom Hanks) rinviene in un ospedale a Firenze non ne comprende le ragioni, confuso da amnesia, una brutta ferita d’arma da fuoco alla testabenfostergun_large e violente allucinazioni. Scampato a un tentativo di omicidio è aiutato da un medico locale, la dottoressa Sienna Brooks (Felicity Jones), tra enigmi, ricordi sfocati, inseguimenti da parte di misteriosi sicari ma anche di funzionari dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità. Si ritroverà ben presto in corsa contro il tempo per evitare il diffondersi di un micidiale virus capace di distruggere almeno metà della popolazione mondiale.

inferno-movie-lontanononesiste-venezia2Diretto da Ron Howard (“Apollo 13”, “Fuoco assassino”) e sceneggiato da David Koepp (“Jurassic Park”, “Carlito’s Way” e il prossimo Indiana Jones), “Inferno” porta per la terza volta sullo schermo l’esperto di simboli Robert Langdon, nato dalla penna dello scrittore Dan Brown. Se ripenso alla storia cinematografica di Howard mi rendo conto delle sue capacità nel saper dare vita a una storia su grande schermo così come alcuni limiti artistici.

“Inferno” è girato con buona mano ma delle produzioni a partire da “Il codice Da Vinci” questo terzo lavoro è quello che mi ha lasciato meno a fine proiezione, con passaggi più di maniera che hanno in parte vincolato quest’avventura e comunque visivamente non così accattivante e intrigante quanto avevo trovato il primo film del 2006.

Nessun passaggio verboso ma al contempo non tutti i personaggi sono orchestrati al meglio all’interno di eventi comunque significativi. Più di tutto mi è mancata l’apertura visiva 1-on6cciokcfnyz05ntoe5iqdell’immagine, eccessivamente confinata in un rettangolo 1.85:1 quando un formato più panoramico come il 2.35:1 a mio avviso avrebbe aiutato a enfatizzare ulteriormente la narrazione e il contesto scenografico dei bellissimi scorci di Italia che riveste un ruolo fondamentale nella prima parte.

Tom Hanks, che mi è parso fisicamente più appesantito del solito, regala come sempre un’ottima interpretazione e anche Felicity Jones risulta convincente all’interno di un eterogeneo gruppo di attori tra cui segnalo il francese Omar Sy (“Quasi amici”), l’indiano Irrfan Khan (“Vita di Pi”, “Jurassic World”) ma anche volti poco noti tra cui la bella e brava romena Ana Ularu, sicario sotto mentite spoglie di un carabiniere motorizzato che non da tregua a Langdon.

7e34fad4d893cc38d0ac7d1138a9f739_700x259Orchestrazione luci e colori nuovamente a cura dell’italo-americano Salvatore Totino già collaboratore di Ron Howard per le due precedenti opere “Il codice Da Vinci”, “Angeli e Demoni” oltre a “Cinderella Man” ma anche “Frost/Nixon”, “Everest” e ha già terminato le riprese di “Spiderman: The Homecoming” col rilancio (ennesimo) dell’Uomo Ragno in sala per il 2017.

In definitiva una proiezione da non mancare per gli aficionado di Dan Brown e più in generale dei thriller ben congegnati, per quanto mi riguarda sono tornato a casa col desiderio di rivedere “Il codice Da Vinci”…

Claudio Pofi

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