Kong Skull Island – Onore al nonsense

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1973, inizia il disimpegno americano in Vietnam. Il ricercatore e agente del governo Bill Randa (John Goodman) strappa a un senatore del congresso l’autorizzazione alla 20173223942874-d96d-48fd-a699-d17dbed31239ricognizione di un’isola scoperta da un satellite. Alla spedizione, che vede al comando l’ex pilota militare James Conrad (Tom Hiddleston), si aggrega uno squadrone di elicotteri dell’esercito che hanno appena cessato il servizio sul suolo indocinese guidati dal colonnello Preston Packard (Samuel L. Jackson), alcuni scienziati e una fotografa pacifista. Superata la tempesta di fulmini e saette che circonda la misteriosa isola inizia il bombardamento della superficie con cariche d’introspezione geologica richiamando l’attenzione di una serie di mostruose creature.

1280_kong_skull_island_director_jordan_vogt_roberts_720Una ridicola sceneggiatura con tanti buchi quanti quelli di un groviera al servizio di un blockbuster americano con computer grafica e creature da urlo. Questo non significa che non mi sia, almeno in parte, divertito ma lo script su cui ha lavorato il regista Jordan Vogt-Roberts, beh è tutta un’altra faccenda. Uno sparuto gruppo di soldati e qualche elicottero dichiara guerra a un’isola preistorica: sulla carta sarà anche sembrato divertente ma lo sviluppo raggiunge vertici imbarazzanti.

Iniziamo dal prologo? Perché mostrare subito il gigantesco primate prima ancora che finiscano i titoli di testa? Perché non tenere sulle spine quella parte di pubblico sognante giocando con una maggiore attesa? Scelta a dir poco discutibile.

E che dire degli elicotteri? Sull’unica nave cargo su cui si trovano tutti imbarcati assistiamo a una moltiplicazione di velivoli nemmeno si trattasse di quella dei pani e dei pesci riportata nei Vangeli. Nelle varie inquadrature della nave, non una portaerei, si contano prima 8 elicotteri, poi 7 elicotteri e infine quando sono tutti in volo diventano 13, un vero miracolo di stupidità.

SCOPRI QUANTI SONO GLI ELICOTTERI

Kong 1

8 elicotteri


kong 2

7 elicotteri (viene dato per scontato quello dietro la plancia comando della nave)


kong 4

13 elicotteri


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12 elicotteri

Superficialità, pressapochismo, alcuni personaggi tagliati col coltello, in primis il colonnello Packard: un soldato profondamente amareggiato per il fallimento in Vietnam, che conta le kong-skull-island-jordan-vogt-robertsmedaglie nella scatola, darebbe 10 anni di vita per 10 minuti di guerra, bava alla bocca e occhi iniettati di sangue anche quando dorme. È questo guerrafondaio al servizio della patria al comando dello stormo di elicotteri che raggiunge l’isola. L’incontro con Kong non è dei migliori, armi che fanno il solletico al mostro, eccetto una feritina a un braccio, e come tutti si danno da fare per lanciarsi contro il re dell’isola, con un istinto suicida da cerebrolesi. Non sopravvive nemmeno un velivolo, salvo poi assistere, prima dei titoli di coda, al salvataggio dei superstiti con altri 3 elicotteri (e fanno 16!).

Kong-Skull-Island-VFX-Breakdown-9Con un manipolo di sopravvissuti alla strage Packard cosa fa? Invece di recarsi verso il luogo di estrazione e portare in salvo chi non è stato fagocitato dall’isola dichiara guerra a Kong e a un’orda di altre orrende creature con qualche latta di napalm e alcune cariche sismiche, gettando tutti su un percorso suicida ‘per veri uomini’: non sono riuscito a trattenere le risate. E l’arrivo sull’isola con la musica dall’elicottero stile “Apocalypse Now”? Almeno hanno avuto il buon gusto di non mettere la celeberrima composizione di Wagner.

Il bravo John C. Reilly (“Vittime di guerra”, “Stato di grazia”) sprecato nel ruolo del veterano di guerra precipitato col suo anglo_2000x1125_kongskullislandcaccia sull’isola 28 anni prima, a lui spetta l’inutile ruolo ironico. Che noia, che barba, che barba, che noia: ho rimpianto il “King Kong” di Peter Jackson, per non parlare di quello di John Guillermin classe 1976 curato dal compianto Carlo Rambaldi (assieme a un team superlativo di cui fece parte il maestro Rick Baker).

Mentre assistevo alla proiezione mi sono venuti i brividi a pensare che Legendary Pictures ha in progetto la realizzazione di “King Kong vs Godzilla” nel 2020. Ho salutato i titoli di coda stile super 8 con la nostalgia nel cuore di personaggi memorabili del cinema come il credibile veterano di guerra magnificamente interpretato da Clint Eastwood nel suo “Gunny”, un vero soldato che ‘piscia napalm’ a cui questo film, che non fa altro che pisciare ripetutamente contro vento, non è degno di allacciare nemmeno le stringhe degli anfibi.

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