MINE – QUANDO LA BOMBA E’ DENTRO DI NOI…

mine-banner
mine-poster

CINEMA – MINE

NON FERMARTI…CONTINUA A CAMMINARE”

In una imprecisata zona desertica il tiratore scelto dei Marines Mike Stevens (Armie Hammer) abbandona il bersaglio designato dopo essere stato scoperto. Inseguito, fa mine-coverperdere le tracce tra le dune sino al momento in cui si ritrova in un campo minato, fermatosi in tempo dopo aver udito il suono d’innesco di un ordigno sotto l’anfibio. Isolato, senz’acqua, con pochi viveri e munizioni, per il soldato in attesa di aiuti troppo distanti inizia la battaglia più grande: caldo torrido di giorno, freddo di notte, predatori ma soprattutto la mortale tensione psicologica pronta a deflagrare in tutta la sua violenza prima ancora della bomba che beffarda giace nella sabbia in attesa del fatidico passo falso.

mine12Finalmente un film fuori dal coro da parte di due giovani promesse del cinema italiano, scevri da qualsivoglia cliché di genere nostrano che da anni arranca tra stanche e insopportabili commediole. Ci sono voluti Fabio Guaglione e Fabio Resinaro per riaccendere la speranza, per dimostrare che dopo tutto quello che è stato scritto e fatto nella settima arte c’è ancora spazio per creatività e intelligenza artistica. Un progetto quello di “Mine” nato alcuni anni fa e concretizzatosi grazie all’intervento di diversi produttori tra cui l’italiano Andrea Cucchi e il britannico Peter Safran (tra i tanti “Conjuring” I&II, “Buried – Sepolto”).

Girato interamente in digitale con Arri Alexa e Red (principalmente 2K ma anche 4K per alcune sequenze al ralenty), budget mine-diario-setevidentemente sufficiente a dar sfogo alla fantasia dei due registi che hanno orchestrato un racconto coinvolgente e toccante grazie alla presenza di un Armie Hammer in stato di grazia che già avevo apprezzato nel mediocre “Operazione U.N.C.L.E” ma anche in “The Lone Ranger” al fianco di Johnny Depp.

Un’avventura (quasi) in solitaria che parte come film di guerra, muta in survival, poi thriller e accompagna lo spettatore in un’atmosfera surreale nell’impari lotta tra il personaggio principale e i momenti in cui nella vita ha incrociato altre ‘mine’: drammi irrisolti che lo hanno segnato profondamente.

maxw-654Mi sono emozionato, ho vissuto con enfasi la passione del soldato abbandonato a se stesso per oltre 52 ore molte delle quali consumate combattendo contro i propri demoni, sempre più incerto e debole, fisicamente e psicologicamente.

Un anno di post-produzione ha permesso a Fabio & Fabio di completare l’opera sul campo confezionando un film come non se ne vedevano da tempo e che spero consentirà a questo formidabile duo di sposare nuove sfide artistico-tecnologiche senza mai perdere la voglia di fare vero cinema.

Un particolare ringraziamento al produttore Andrea Cucchi, Laura Fumagalli del Multiplex Arcadia di Melzo (Mi)

Claudio Pofi

0 Comment

Send a Comment

Your email address will not be published.