LAZARUS PROJECT UN PIANO (TROPPO POCO) MISTERIOSO

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DI CHI E’ LA MIA VITA?

Nonostante volontà e buone intenzioni Ben (Paul Walker) non può cancellare le macchie dalla fedina penale. La perdita del posto di lavoro lo 3a41ac70e679f771bdfbf9f4539spinge a cogliere l’occasione offertagli dal fratello Ricky (Shawn Hatosy) che nonostante sia appena uscito dal carcere ha bisogno di ripulire un magazzino per restituire un debito.

Arrestato e ritenuto complice della morte di una guardia Ben è condannato a morte, ritrovandosi dopo l’iniezione letale nei pressi di un ospedale psichiatrico di cui scopre essere guardiano e manutentore. Perseguitato dai fantasmi del passato e incapace di dimenticare la famiglia si sente costantemente osservato e sotto controllo, incapace di connotare la realtà.

The_Lazarus_Project2Co-sceneggiato e diretto da John Patrick Glenn, alla sua prima prova registica, “Lazarus Project” parte con una premessa interessante ma lo sviluppo della trama è pressoché insulso e palesa a più riprese l’incapacità da parte dei creatori di immaginare elementi più funzionali al fine di generare, ma soprattutto mantenere, una certa atmosfera di inquietudine che invece si respira a fasi alterne. Un racconto con troppi vuoti d’aria dove si sarebbero potuti mettere in gioco più elementi surreal/soprannaturali contribuendo a disorientare lo spettatore prima della rivelazione finale tanto banale quanto inverosimile e accettabile da parte di chi non sia già stato colto da sbadiglio.

A memoria mi sono venute in mente almeno un paio d’opere dove il trapasso del soggetto è preludio a eventi coinvolgenti: nel cinema di genere 1889_13_screenshotcon un film come “Nikita” di Luc Besson dove l’interprete principale è costretta a una redenzione terrena da tossicodipendente e criminale ad agente al servizio del governo ma anche in ambito più squisitamente autoriale come nel magnifico “Jacob’s Ladder – Allucinazione perversa”, capolavoro di Adrian Lyne in cui il momento della morte è incipit di un percorso di dura redenzione ultra terrena.

MV5BMTYxNzY3OTM3N15BMl5BanBnXkFtZTcwMzA2MzE1Nw@@._V1_Paul Walker ha carattere e presenza in un contesto drammatico in cui dimostra di trovarsi a proprio agio, un personaggio difficile affatto negativo mal delineato da uno script che pecca di eccessivo buonismo. Regia di maniera, un’opera se non altro per ricordare il compianto attore statunitense fuori dal ‘circuito’ del franchise Fast & Furious, scomparso tragicamente nel 2013 a 40 anni in seguito a un incidente stradale. Il film è un direct to video senza essere passato per i cinema nostrani.

Da Sony Pictures HE su distribuzione CG Entertainment la sola edizione DVD italiana, di buona qualità MV5BNzI0OTY5NzI1MV5BMl5BanBnXkFtZTcwMjA2MzE1Nw@@._V1_d’insieme, formato immagine 2.35:1 anamorfico, tracce audio Dolby Digital 5.1 canali italiano e inglese (oltre a spagnolo e francese) entrambe da ascoltare per cogliere differenze nelle battute e diverse inflessioni. Qualche buon effetto e un’interessante quanto inquietante colonna sonora. Chi fosse interessato all’eventuale edizione in alta definizione troverà blu-ray esteri privi dell’italiano.

Extra: due scene eliminate dal montaggio finale per un totale di circa 5 minuti. Sottotitoli.

Claudio Pofi

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