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QUANDO IL PICCOLO SCHERMO DIVENNE GRANDE

Africa, metà del 1700. Nello stato del Gambia in un villaggio Mandinka vive il giovane Kunta Kinte (LeVar Burton), quindicenne figlio di pastori allontanato dal focolare come altri coetanei perché chiamato a superare prove di coraggio tra cui quella della circoncisione, passaggio fondamentale verso l’età adulta. Catturato da cacciatori di uomini è ridotto in schiavitù e deportato negli Stati Uniti dopo tre lunghi mesi di viaggio, sopravvissuto alle catene e a una rivolta. Venduto a un proprietario terriero e ribattezzato Toby, Kunta non è affatto incline ad accettare la condizione di sottomesso, tentando ripetutamente la fuga e subendo punizioni sempre più pesanti. Nonostante un’esistenza drammatica riuscirà a farsi una famiglia difendendo le proprie radici ignaro dei profondi cambiamenti che di li a poco sconvolgeranno la nazione con lo scoppio della guerra civile e la nascita della setta del Ku Klux Klan.

33bde6a83cfb2181c569f5266014cb4cQuando l’omonimo romanzo di Alex Haley divenne l’originale serie televisiva americana credo fosse davvero difficile immaginare la risposta mediatica che avrebbe ricevuto. Nel 1979 bastarono otto puntate per raccogliere consensi a livello globale e anche in Italia vantò un immediato riscontro di pubblico e immagino non furono pochi coloro che approcciarono per la prima volta il significato di schiavitù grazie a questa fiction, intenso dramma della vita in segregazione di uomini e donne privati della libertà, serie che aveva un significato ancor più profondo nell’America di quegli anni, America delle contraddizioni e dei pochi reali diritti dei neri specie negli stati del sud.

Impossibile non identificarsi con Kunta Kinte, icona del periodo e ancora oggi riconosciuta tale a distanza di quasi 40 anni. LeVar Burton che lo interpretò negli anni della gioventù fu meraviglioso in quel ruolo, così vero e umano, parte di un cast di primissimo livello che nel corso degli episodi vantò anche attori già affermati come Louis Gosset Jr, (Oscar per il duro sergente istruttore in “Ufficiale e gentiluomo”), Lorne Greene (serie tv “Galactica”), O.J. Simpson (“Una pallottola spuntata”) e Vic Morrow eroe di “Combat!”, serie bellica televisiva.

37 nomination agli Emmy Awards, gli Oscar della televisione di cui se ne aggiudicò ben nove. La serie cult del network ABC fu girata in pellicola e con larghezza di mezzi, coinvolgente e a tratti struggente. A distanza di così tanti anni questa storica saga approccia il nuovo millennio in una veste rinnovata, con elementi restaurati e consegnata alle nuove generazioni nella migliore veste possibile in alta definizione, con un’edizione Blu-ray tutta da scoprire.

Tre dischi Blu-ray con ampia resa delle immagini impreziosite da nuovo telecinema e restauro dell’originale pellicola 35 mm. Frame solidi, colori restituiti all’originale pienezza, neri convincenti, grana evidente con tutta probabilità legata alla realizzazione dell’opera, formato immagine originale 1.33:1 (1920×1080 23.97fps), codifica video AVC/MPEG-4. Tracce audio Dolby Digital dual mono 2.0 canali (192 kbps) italiano, francese e spagnolo mentre l’inglese è l’unica a fregiarsi di migliore resa con codifica DTS-HD Master Audio 2.0 canali (compatibile DTS a 1509 kbps).

Sei delle otto puntate sono collocate sui primi due Blu-ray doppio strato, le rimanenti due sul terzo disco, sempre doppio strato, con tanti extra di approfondimento, tutti sottotitolati:

  • Documentario sull’eredità della serie con interventi di storici e personaggi dello spettacolo (27 min)
  • I ricordi degli interpreti della serie (29 min)
  • L’impatto sociologico (20 min)
  • La storia e la fiction (10 min)
  • Ricordi della produzione (22 min)
  • Provino all’attore Levar Burton (8 min)
  • Intervista tv dell’epoca allo scrittore Alex Haley (36 min)
  • Impatto mediatico e successo a un anno di distanza. Narrato dall’attore Louis Gosset Jr. (47 min)

Claudio Pofi

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