A SPASSO NEL BOSCO – A WALK IN THE WOODS

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NON E’ IMPORTANTE LA META MA IL CAMMINO (P. Coelho)

Bill Bryson (Robert Redford) è un famoso e attempato scrittore di libri di viaggi che dopo innumerevoli pubblicazioni si dedica agli Stati Uniti A WALK IN THE WOODSscegliendo di raccontare il sentiero dei monti Appalachi, ardito percorso escursionistico di oltre 3.500 Km sulla costa orientale. Per assecondare la moglie Catherine (Emma Thompson), contraria alla scelta di un’avventura troppo pericolosa da affrontare in solitaria, Bill cerca un compagno di viaggio e dopo una lunga maratona telefonica si fa avanti il vecchio amico Stephen Katz (Nick Nolte) dal burrascoso passato.

Immersa nella natura spesso selvaggia la coppia esorcizza il momento tra ironia e ricordi del passato, non senza difficoltà: alla meticolosa preparazione e dedizione di Bryson fa da contraltare l’inadeguatezza fisica, tecnica e mentale di Katz che non perde occasione per farlo desistere dal raggiungere a ogni costo una meta che, giorno dopo giorno, sembra sempre più lontana.

Veterano di film per la televisione questo “A spasso nel bosco” è una delle rare e più interessanti incursioni registiche su grande schermo delloA-Walk-in-the-Woods-Movie statunitense Ken Kwapis (“E.R.”, “Malcom”, la versione USA di “The Office”). Opera di buon fascino che posso immaginare sviluppata sulla scia del successo di precedenti produzioni dove il trekking è la spina dorsale come nel caso dell’interessante “Wild” con Reese Witherspoon piuttosto che il meraviglioso “Into The Wild” di Sean Penn ma al contempo non va dimenticato che tra i produttori figura lo stesso Redford, da sempre impegnato sul fronte ecologia.

Serio e motivato il personaggio di Redford, meravigliosamente e naturalmente invecchiato, costantemente stemperato da ironia e goffaggine di un sempre grande Nick Nolte anche se maledettamente trasformato dai tempi d’oro di film come “48 ore” di Walter Hill (1982), fisico che ha palesemente pagato pegno a causa di una vita sregolata tra alcol e stupefacenti e più che mai adatto alla parte.

A WALK IN THE WOODSAmpiamente ispirato al bestseller dello stesso Bill Bryson, ironica reminiscenza autobiografica del vero percorso sul sentiero degli Appalachi col vero amico Stephen Katz. Percorso tra mille difficoltà fisiche e psicologiche in cui l’incontro scontro spingerà il duo a una sorta di bilancio della propria vita. Si sorride a denti stretti col cuore colmo di rara serenità agreste.

A spasso nel bosco” è anche occasione per salutare gli 80 anni del grande Bob, attore che adoro smisuratamente, presente in pellicole che hanno segnato profondamente il mio cinema: “Tutti gli uomini del presidente”, “Brubaker”, “La stangata”, “Il castello”, “Corvo Rosso non avrai il mio scalpo”, “Il grande Gatsby”, “Il cavaliere elettrico”, “Il migliore”, “Pericolosamente insieme”, “Spy Game”, “I tre giorni del Condor”, “Tutto è perduto” e il suo grande capolavoro registico “Gente comune” che vidi a Londra l’anno della sua uscita (non capendoci pressoché nulla ma avevo 15 anni). Occasione per ricordare anche la grande e carismatica voce del compianto Cesare Barbetti per anni doppiatore di Redford assieme ad altre grandi voci tra cui Michele Kalamera e Luigi La Monica. 

Da Lucky Red l’edizione Home Video sia DVD che Blu-ray, in particolare la versione alta definizione restituisce immagini solide contribuendo a A WALK IN THE WOODSrisaltare la bella fotografia di John Bailey (“Il papa di Greenwich Village”, “Silverado”, “Qualcosa è cambiato”) ricca dei colori della variopinta natura parte integrante del film, neri nella media. Formato immagine 2.35:1 (codifica video AVC/MPEG-4, 1920×1080/24p). Doppia traccia DTS-HD Master Audio 5.1 canali italiano e inglese entrambe ad alta risoluzione, entrambe da ascoltare per catturare diverse battute e inflessioni tra l’originale e la (non) speculare traduzione. In ascolto multicanale c’è una buona presenza anche dei canali posteriori aumentando il livello di ambienza calando lo spettatore maggiormente al centro della scena sonora.

Come extra purtroppo solo il trailer.

Claudio Pofi

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