STAR TREK BEYOND

star trek beyond banner

CINEMA – STAR TREK BEYOND

I REIETTI DELL’ALTRO PIANETA

can-star-trek-beyond-overcome-into-darkness-problems-or-will-it-flop-686118  Poster_1

Fallito il tentativo di mediazione tra due specie aliene l’Enterprise, dopo tre anni di viaggio nello spazio profondo, attracca presso il più star-trek-beyond-trailer-screengrab-59avanzato avamposto della Federazione Terrestre, Yorktown, per un breve periodo di riposo. Pace e tranquillità durano ben poco quando viene deciso di andare in soccorso di un equipaggio in difficoltà presso una vicina nebulosa oltre la quale Kirk (Chris Pine) e il fedele equipaggio affronterà la mortale minaccia di Krall (Idris Elba), misterioso alieno a caccia di un manufatto per completare una micidiale arma biologica di distruzione di massa.

Mi sono recato in sala fiducioso della garanzia di qualità della produzione del grande J.J. Abrams che non mi ha affatto deluso. Una nuova avventura piena di sorprese, ricca d’azione con qualche esagerazione di troppo e alcuni passaggi fracassoni da parte del veterano regista Justin Lin (suoi 4 dei 7 Fast & Furious) che nell’insieme ha dimostrato un’ottima mano e capacità di orchestrare la sceneggiatura. Un racconto avvincente, carico di adrenalina tra lealtà, coraggio e la consueta dose d’incoscienza nella perenne lotta del bene contro il male.

Racconto che mi ha sorpreso due volte nei titoli di coda, quelli di testa proprio non ci sono, quando ho scoperto che “Star Trek Beyond” è in parte opera (assieme a Doug Jung) niente meno che di Simon Pegg, simpatico attore britannico ormai entrato stabilmente nella saga-reboot di Star Trek nei panni del giovane ingegnere ‘Scotty’, parte anche del franchise di Mission Impossible oltre che autore degli scritti di altri divertenti film cui ha preso parte come “L’alba dei morti dementi”, “Hot Fuzz” o “Paul”.

Meravigliosamente credibile l’intero impianto in computer grafica, scenari sontuosi, tanta immaginazione, fantasia e la giusta dose d’ironia con cast in parte, attori brillanti e la consueta verve tra cui segnalo Karl Urban nei panni del dott. McCoy, Zachary Quinto sempre un ottimo Spock e il compianto Anton Yelchin, prematuramente scomparso all’età di 27 anni lo scorso giugno a Los Angeles investito dalla sua stessa auto: leggerezza e simpatia che ha sempre regalato al personaggio di Chekov mi mancheranno.

Oltre che nel consueto formato rettangolare 2.35:1 (in Italia visionabile sia in 2D che 3D) “Star Trek Beyond” beneficia in alcune rare sale in giro per il mondo di un formato di proiezione ancora più estremo, dove allo schermo centrale se ne affiancano due ai rispettivi lati ‘aprendo’ l’immagine che raggiunge il mostruoso formato 5.95:1.

Il sistema di proiezione Barco Escape offre così un viaggio pressoché tridimensionale, ancor più avvolgente e affascinante, assolutamente da provare! 

Claudio Pofi

0 Comment

Send a Comment

Your email address will not be published.