SUBWAY – LUC BESSON ANNI ’80

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IT WAS ONLY A MISTERY AND I DIDN’T LIKE IT

Parigi, anni ’80. Dopo aver sottratto documenti compromettenti a un potente faccendiere e criminale della capitale il giovane Fred (Christoper Lambert) fa perdere le subwayproprie tracce all’interno della metropolitana, selva di cunicoli, ricettacolo di disadattati, disperati e senzatetto. In costante fuga dalle forze dell’ordine e dagli scagnozzi del gangster trova il tempo per flirtare con la di lui moglie Héléna (Isabelle Adjani), stanca di sopportare le angherie del marito-padrone. Aiutato da un gruppo di sgangherati amici sarà disposto a tutto pur di vedere realizzati i propri sogni tra musica e affari di cuore.

subway_ek_3Primo film con cui conobbi il regista francese Luc Besson alla proiezione in una delle sale del centro a Milano nel lontano 1985. Non mi piacque, anzi mi fece proprio incazzare. Perché trovavo maledettamente sprecato l’impianto scenografico di Alexandre Trauner e la magnifica cinematografia dello svizzero Carlo Varini al servizio di una storia che ritenni indigesta, per non parlare dell’irritante l’hit musicale del momento It’s Only Mistery And I Like It cantata da Arthur Simms, parte della colonna sonora. Eric Serra curò le composizioni divenendo col tempo autore di molte opere bessoniane, in “Subway” interpretò anche il ruolo del bassista della band.

Nonostante l’esperienza negativa non persi occasione per approfondire la settima arte del regista francese a iniziare dalla magnifica subway-luc-besson-1985-3opera prima “Le Dernier Combat – L’ultimo combattente” (1983), rivalutandolo ulteriormente nelle successive tra cui “Nikita” (1990), “The Fifth Elementh – Il quinto elemento” (1997), “Angel-A” (2005), “Léon” (1994).

Tornai solo in seguito a “Subway”, rivalutandone almeno in parte le surreali atmosfere, la folle e informale narrazione, il bravo e carismatico Christopher Lambert, allora astro in ascesa. Avventura subway-20per gli inimmaginabili meandri di un mondo sotterraneo colorato, spesso vivace, magicamente ritratto dalla visione di Besson anche se troppo concentrato sulla cornice per accorgersi di essere rimasto in superficie per la parte più squisitamente psicologica. Più brioso che plausibile questo variegato dramma in salsa pop riscosse grande successo almeno in Francia, secondo dietro “Tre uomini e una culla” che sbancò i botteghini d’oltralpe.

Nel cast anche il grande Michel Galabru (“Il vizietto”, “Codice d’onore”) scomparso proprio quest’anno e altre giovani promesse del cinema subway_1come Jean-Hugues Anglade (“Killing Zoe”, “La regina Margot”) e Jean Reno (“Léon”, “I visitatori”, “I fiumi di porpora”).

Edizione Pulp Video in alta definizione, formato 2.35:1 (codifica video AVC/MPEG-4, 1920×1080/24p). Immagini di discreta qualità con grana troppo spesso in evidenza, limitato senso di profondità di campo, colori mediamente vistosi con neri poco compatti per un risultato al di sotto delle aspettative. Limitata anche la sezione audio con due tracce Dolby Digital 2.0 canali italiano e francese ma è presente anche una Dolby Digital 5.1 in italiano tecnicamente scarsa e poco dinamica.

Extra: galleria fotografica.

Claudio Pofi

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