THE END OF THE TOUR

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UN LIBRO PER NON SENTIRSI SOLI…

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David Lipsky (Jesse Eisenberg) è un giovane giornalista con velleità da scrittore da poco assunto alla rivista Rolling Stone. Riluttante, l’editore the-end-of-the-tour2si convince a commissionargli un’intervista a David Foster Wallace (Jason Segel), romanziere che sta ultimando il tour promozionale dell’acclamato libro “Infinite Jest “ (Scherzo infinito). Un viaggio che parte dalla residenza di Wallace, alcuni giorni assieme passati in un’inusuale e inaspettata intimità che consentirà a Lipsky di approfondirne la conoscenza tra filosofia di vita, lazzi, scheletri nell’armadio, ossessioni, ricordi, dicerie, dipendenze, donne, il rapporto con se stessi e il mondo, dubbi, sicurezze e fragilità dell’uomo dietro il letterato. Incontro fondamentale per Lipsky, poi raccontato in un libro in seguito alla scomparsa dell’amico, in cui gli interlocutori finiscono spesso per mostrare il fianco, spinti a una sorta di bilancio della propria esistenza all’interno di un legame profondo e umanamente complesso.

the-end-of-the-tour-3Il proposito del film non poteva certo essere quello di raccontare vita e opere della prodigiosa mente di David Foster Wallace, morto suicida nel 2008 all’età di 46 anni, troppo per essere liquidato in seno a 100 minuti di film.

La sceneggiatura del veterano di script televisivi Donald Marguiles, qui al suo esordio in un lungometraggio, presenta Wallace attraverso gli occhi del suo interlocutore David Lipsky; il viaggio fa entrare in contatto lo spettatore con personalità e pensieri in continua osmosi tra i due interpreti principali. La partecipazione dei due attori è notevole, in particolare è Jason Segel ad avermi sorpreso in un ruolo che immagino abbia rappresentato una sorta di sfida, più convincente rispetto alla ‘star’ Jesse Eisenberg (“The Social Network”) sempre bravo ma che mi è però sembrato a tratti meno convincente, banalmente nei momenti in cui avrebbe dovuto esprimere agio nel fumare le movenze mi sono giunte ripetutamente forzate. Rimangono comunque particolari di poco conto rispetto al felice quadro generale di un dramma dalle tinte comunque leggere, evitando di esser cupi e pessimisti a tutti i costi.

Una struttura ben congegnata e funzionale al racconto, energico e teatrale, che senza presunzione non mira a celebrare talenti e personalità 1200statuarie bensì a portarne alla luce umanità e fragilità, illuminando un racconto le cui potenzialità risiedono necessariamente nella capacità dello spettatore di mantenere costantemente elevato il livello di attenzione per non finire sopraffatti da un (affascinante) fiume in piena di parole.

Da Sony Pictures Home Entertainment l’edizione DVD e Blu-ray. La visione HD risulta come sempre la migliore, consentendo di rimanere maggiormente coinvolti e partecipare all’esperienza on the road su cui è impostata la sceneggiatura. Immagini solide, minime incertezze in secondo piano per un quadro pulito e accattivante, colori con tonalità a tratti mute restituendo il lavoro del direttore della fotografia Jakob Ihre. Traccia DTS-HD Master Audio 5.1 canali non solo in inglese ma anche in italiano per una scena sonora ampia con dialoghi ben focalizzati sul centrale e una presenza scenica dai due canali posteriori relativamente presente per la natura stessa dell’opera.

Extra: 12 minuti di scene eliminate dal montaggio finale.

Claudio Pofi

 

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