TOM CLANCY’S RAINBOW SIX SIEGE

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VIDEOGAME

E’ SEMPRE TEMPO DI EROI

Rainbow Six Siege_PC_final Rainbow Six Siege_ps4 Rainbow Six Siege_Xbox one_final

Terrorismo, senza mezze misure, senza quartiere, sempre e comunque da combattere. Più che mai all’ordine del giorno non è certo Rainbow Six Siege_3argomento con cui divertirsi eccetto quando si parla di un prodotto video ludico della serie ispirata agli scritti del romanziere Tom Clancy, un interessante simulatore recentemente sbarcato per PC e console next-gen PS4 e XBOX One grazie a Ubisoft. Questo Tom Clancy’s Rainbow Six Siege è un FPS o spara tutto in prima persona che dir si voglia che come sempre lascia più spazio all’aspetto tattico-strategico e obbliga il gamer a fare i conti con dotazione militare di offesa e difesa, dove non esiste ‘rigenerazione’ della salute quando si è feriti e una volta che il corsetto antiproiettile è andato anche un solo colpo può essere quello fatale.

All’interno di ambienti di simulazione sempre più articolati e ben difesi si è chiamati a intervenire per eliminare terroristi, liberare ostaggi, disinnescare ordigni. Sono sempre stato un amante degli FPS, giochi affatto rilassanti dove si punta ad aumentare l’adrenalina e indirettamente il nervosismo, reazioni peraltro prettamente soggettive che variano da individuo a individuo. La differenza nella serie Rainbow Six è legata alle tattiche di inserimento ed estrazione all’interno di arene urbane maledettamente ostili, dove inizialmente non è dato sapere le posizioni del nemico per cui occorre muoversi con astuzia e circospezione.

Rainbow Six Siege_4Il game è strutturato in una sezione giocatore singolo che potrebbe anche venire considerata da tutorial, una serie di missioni solitarie in cui senza aiuti esterni si deve giungere al termine il più possibile incolumi guadagnando esperienza sul campo e accumulando punteggio (utile poi per riscattare bonus). Ho parlato di tutorial perché Siege è strutturato con una forte componente multiplayer e comunque online, per cui se siete lupi solitari, non avete amici in rete o non avete voglia di cercarli rischiate di divertirvi davvero poco. Già, perché Siege è in grado di esprimere tutte le sue potenzialità quando si è connessi sul Web (da tempo purtroppo solo col maledetto abbonamento mensile) andando a formare una squadra di attacco o difesa dove alla fine più che raggiungere l’obiettivo prefissato conta quale delle due fazioni resta in vita a scapito dell’avversaria.Rainbow Six Siege_5

Tornando alle missioni-tutorial da giocatore singolo, in cui si impersona sempre lo stesso poliziotto, si hanno tre livelli di difficoltà ma già al primo gli ostacoli non saranno per nulla facili, anzi il rischio di scivolare rapidamente nella frustrazione specie per i neofiti è dietro l’angolo ma tenete duro, le soddisfazioni non tarderanno ad arrivare. Il nostro eroico elemento delle squadre speciali, dotato di corsetto antiproiettile, possiede due armi, una pistola semiautomatica e un mitra, con sufficienti munizioni per affrontare otto o più avversari e in certi casi la possibilità di fare rifornimento prelevando da scorte nemiche. Quando si accompagna un ostaggio verso la liberazione l’unica arma impugnabile è solo la pistola. In dotazione ci sono in genere 3 fasce esplosive per distruggere barricate, 4 granate o flashbang stordenti, un paio di mini droni telecomandabili per muoversi in avanscoperta e svelare le posizioni del nemico oltre a un comodo rampino per raggiungere il tetto dello stabile o calarsi al suo interno.

Rainbow Six Siege_7Il bello di Siege è l’elevata interazione con l’ambiente circostante: colpire un muro in cemento armato con una raffica non provoca alcun effetto ma provate a puntare contro una parete più leggera e i proiettili la bucheranno più o meno facilmente arrivando a colpire l’avversario anche se con inferiore precisione e forza. Ecco perché il nemico tende a rinforzare porte, finestre o botole per evitare che possiate avere la meglio con gli esplosivi, costringendovi a cercare vie alternative. In un game strategico di questa levatura fondamentale è l’intelligenza artificiale chiamata a muovere gli avversari: da questo punto di vista mi sarei aspettato qualcosa di più dal momento che il tipo di reazione non è sempre allo stesso livello di intellighenzia. A volte il nemico è di una precisione fenomenale, altre risponde casualmente al fuoco, in alcune situazioni un colpo della vostra arma allerta i terroristi senza però smuoverli dalla propria postazione, in altri casi si riorganizzano in una violenta escalation che in genere si scatena sempre e comunque nelle fasi finali e più concitate del livello aumentando la risposta armata in misura considerevole. La cosiddetta ‘mira assistita’ per centrare più rapidamente il bersaglio funziona fino a un certo punto e una raffica inevitabilmente sposta l’arma in altra direzione costringendo a inquadrare nuovamente l’obiettivo.

Anche i tempi di ricarica dell’arma non sono fulminanti e richiedono frazioni di secondoRainbow Six Siege_6 supplementari per un maggiore realismo che spesso fanno la differenza tra la vita e la morte. Accumulando punti o più velocemente acquistando il ‘season pass’ si hanno a disposizione armi diverse appartenenti a corpi d’elite antiterrorismo tra i più blasonati e temuti al mondo come l’americana SWAT, gli Spetsnaz sovietici, il SAS britannico, il GIGN francese e i GSG tedeschi.

Per l’aspetto grafico la cura dei particolari così come delle scenografie non è esemplare ma considerando la natura del game una volta entrati in un edificio non si ha molto tempo per ammirare graffiti, poster oRainbow Six Siege_2 quadri appesi ai muri. In full HD a 1080 linee progressive la fluidità rimane sempre elevata anche quando sono molti gli elementi in movimento. Mi ha sorpreso la sezione audio con 6 canali efficienti e dinamici per cui l’ascolto home theater fa ben presto la differenza aumentando la tensione e consentendo di percepire maggiormente l’ambiente circostante sia in modalità Dolby Digital che DTS. Dialoghi in italiano efficaci e voci convincenti (nella versione originale c’è persino la voce dell’attrice afroamericana Angela Bassett, la ricordate nel film biografico su Tina Turner?).

Al di la dell’aspetto meramente grafico e l’eccessiva sbilanciatura tra i tre gradi di difficoltà (al più elevato i nemici percepiscono i movimenti dietro i muri!) si denota una certa ridondanza nella sezione tutorial mentre in ambito multiplayer, a meno di non superare i venti livelli previsti, l’accoppiamento tra i vari gamer online avviene con basso criterio che non tiene conto delle abilità di ciascuno ma forse ciò di cui gli appassionati della serie risentiranno maggiormente è l’assenza di una controparte terroristica nel multiplayer, sostituita da altra squadra speciale, forzatura probabilmente legata ai recenti tragici eventi che hanno sconvolto il mondo. Rainbow Six Siege_1

Siege mantiene le promesse di game a elevato impatto emotivo, dove tattica e astuzia sono componenti essenziali facilmente assimilabili anche da parte di gamer dell’ultima ora davanti ai quali, una volta compiuti i primi difficili ma fondamentali passi, si schiuderanno le porte di un’arena multiplayer d’eccellenza come sempre cuore pulsante anche di quest’ultimo Rainbow Six.

Claudio Pofi

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