TRAFFICANTI – IL SOGNO AMERICANO A 715 METRI AL SECONDO

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CINEMA – TRAFFICANTI

FINCHE’ C’E’ GUERRA C’E’ SPERANZA

Il poco più che ventenne David Packouz (Miles Teller) conduce una vita piuttosto ordinaria: massaggiatore professionista in quel di Miami in Florida war-dogs-movierincorre il sogno americano, vorrebbe vivere nell’agiatezza e non preoccuparsi del domani. Galeotto il funerale dove ritrova il coetaneo Efraim Diveroli (Jonah Hill), che se la passa decisamente meglio dopo essere entrato nel business del commercio delle armi.

war-dogs-2L’annunciata paternità spinge David ad abbracciare l’offerta di lavoro dell’amico che lo introduce nell’industria bellica: accumula contatti ed esperienza, studia il sito del governo americano con le gare d’appalto per la difesa, impara a riconoscere gli ‘strumenti del mestiere’. Un percorso professionale degli affari con la guerra tanto remunerativo quanto pericoloso, argomento che David cela opportunamente alla compagna e che scivola inevitabilmente in secondo piano quando arrivano le prime stellari provvigioni. L’azienda si espande, acquisisce nuovi dipendenti sino al momento in cui si aggiudica una commessa per la fornitura di armi e munizioni per 300 milioni di dollari e i due soci si fidano ciecamente di un misterioso individuo che sa come aggirare i troppi ostacoli che li separano dal diventare miliardari.

Il film è diretto da Todd Phillips, lo stesso regista della trilogia di “Una notte da leoni” piuttosto che “Parto col folle”, ma basarsi unicamente su maxresdefaultquesto dato comporta il rischio di rimanere alquanto delusi. Perché la storia su cui muove la sceneggiatura è tratta da un articolo di Rolling Stone poi diventato libro dello stesso giornalista Guy Lawson e soprattutto perché l’approccio dei realizzatori non è quello scanzonato delle suddette produzioni. Questo non significa che siamo di fronte a un film malfatto o noioso, anzi. Stemperando la drammaticità del momento con una certa leggerezza, che nulla ha a che vedere con la superficialità, mescolando qualche simpatico momento d’ironia si attraversa un racconto con toni da commedia nera che mi ha pienamente soddisfatto.

AATD-Day09-200.dngHo letto di critiche nei confronti dei due protagonisti incapaci di essere coppia ilare, di sostenersi vicendevolmente, di essere uno la spalla dell’altro ma qui non troverete i viaggi surreali della coppia Galifianakis-Downey Jr. di “Parto col folle”, se questo è quello che cercate avete sbagliato film. Il racconto si snoda attraverso il voice over e le vicende di David, col quale l’avventura apre e chiude, è più centrato sul personaggio interpretato dall’ottimo Miles Teller (formidabile batterista in erba in “Whiplash” di Damien Chazelle) che non sulla controparte affidata al rotondissimo Jonah Hill (“The Wolf Of Wall Street”, “Facciamola finita”, “Moneyball – L’arte di vincere”), più scanzonato e sconsiderato e che mi ha strappato più di un sorriso, specie quando imbraccia le armi che gli scatenano una risata tutta particolare o mentre si esalta al ralenty provando un AK-47. Amante di “Scarface” di De Palma, Efraim non solo ha una meravigliosa gigantografia di Pacino nel ruolo ma la carta da parati nel suo nuovo ufficio è la stessa con palme al tramonto arancione parte della scenografia del film cult. Che altro aggiungere alle Porsche guidate dai due giovani arrivisti e (troppo) sognatori le cui targhe anteriori riportano rispettivamente le diciture “Guns”, “& Ammo”?

All’interno del cast anche il vero David Packouz in un ruolo cameo e un sempre ottimo Bradley Cooper (trilogia “Una notte da leoni”, “American Hustle”, “American Sniper”), qui in veste anche di produttore assieme al regista Brett Ratner, altro solito la-ca-mn-war-dogs-todd-phillips-20160424noto di Hollywood. Nel corso della visione ho schivato il parallelo col tristissimo “Pain & Gain” con la poco fortunata coppia Dwayne Johnson/Mark Wahlberg, altro racconto biografico del sogno americano al contrario e gradino più basso della cinema di Michael Bay, mentre ripensando a opere di genere mi sono tornati a memoria almeno tre lavori che tra serio e faceto hanno raccontato il business miliardario del traffico d’armi: da “Finché c’è guerra c’è speranza” diretto e interpretato dal nostro grande Alberto Sordi piuttosto che il drammatico “Lord Of War” di Andrew Niccol con un Nicolas Cage in parte ma anche il piccolo e poco riuscito “Deal Of The Century – L’affare del secolo” di William Friedkin.

film_review_war_dogs-a58e1Poco premiato almeno al botteghino americano, budget di 40 milioni di dollari e un incasso al momento di poco inferiore ai 30 milioni, questo “War Dogs” (da non confondere assolutamente con il cult “Dogs Of War – I mastini della guerra” di John Irvin), da noi infelicemente tradotto in “Trafficanti”, mi ha accompagnato attraverso una grottesca quanto piacevole avventura che non ha ceduto alle lusinghe di edulcorare il sogno americano che presto o tardi presenta il conto a chi ha voluto volare troppo vicino al sole e che a conti fatti, almeno in questo caso, tutto sommato non si è poi fatto così male.

Claudio Pofi

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