TRUTH: IL PREZZO DELLA VERITA’

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WAG THE DOG…SE LA CODA SCODINZOLASSE IL CANE

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È la vigilia delle elezioni presidenziali alle quali George W. Bush concorre per il secondo mandato alla Casa Bianca. In una situazione di 1442238297230.cachedapparente stallo in cui la vittoria è più che mai minata dal concorrente John Kerry, il Presidente rischia grosso quando la giornalista e produttrice televisiva Mary Mapes (Kate Blanchett), per la trasmissione 60 Minutes della CBS e attraverso l’anchor man Dan Rather (Robert Redford), realizza uno scoop che porterebbe alla luce misfatti del primo cittadino americano, legati al periodo in cui svolse il servizio militare presso la Guardia Nazionale del Texas invece che servire in Vietnam. Forte delle proprie fonti, ancora sul podio per l’approfondimento sulle prigioni fuori Baghdad e le torture subite da prigionieri iracheni da parte di soldati statunitensi, la Mapes è convinta di avere messo insieme il servizio di una vita, incapace anche solo di immaginarne il devastante effetto boomerang.

Il potere politico, delle mani forti, di chi è al di fuori delle regole perché quelle stesse regole le manipola a proprio piacimento è al centro di un truthtopfilm che segna l’esordio dietro la cinepresa di James Vanderbilt, penna cui sono accreditati alcuni script di eccellente rilievo, da “Zodiac” di David Fincher ma anche lavori più leggeri ma non meno interessanti tra cui “Il tesoro dell’Amazzonia” di Peter Berg, il magnifico thriller “Basic” di John McTiernan oltre al reboot “The Amazing Spider-Man” di Marc Webb.

Dopo una pellicola di incredibile spessore come il recente “Il caso Spotlight”, un altro film-inchiesta non meno impegnato e impegnativo, forse troppo per un regista in erba che, nonostante la sceneggiatura scritta a quattro mani con la stessa Mary Mapes e basata sul suo libro “Truth and Duty: The Press, the President, and the Privilege of Power”, prende a funzionare attorno a metà delle vicende narrate, quando è meno preoccupato di essere fedele agli eventi, stemperando l’eccesso di toni didascalici che non coinvolgono. “Truth: il prezzo della verità” rimane un’opera importante che ripercorre un clamoroso caso giornalistico, sorretto dalla presenza di due attori di prestigio come Redford e la Blanchett, con rilevanti riflessioni sulla manipolazione delle notizie e l’importanza della comunicazione nell’era dei blog e della comunicazione in rete.

danrather_marymapesMentre scorrevano davanti ai miei occhi le immagini del film sono tornato con la memoria al prezioso succitato “Spotlight” di Tom McCarthy, al capolavoro “Tutti gli uomini del presidente” di Alan J. Pakula e produzioni più o meno recenti, più o meno correlabili come “Quinto Potere” di Lumet, “Dentro la notizia”di James L. Brooks e certo non ultimo “Wag The Dog”, terribilmente tradotto da noi in “Sesso e potere”, di Barry Levinson, che spiega più d’ogni altro come sia possibile spostare il baricentro dell’attenzione dell’opinione pubblica a proprio piacimento. L’idioma Wag The Dog pone l’accento sul fatto che il cane, ovvero il potere politico, essendo furbo agita la coda, il popolo, ma se la coda fosse ancora più furba sarebbe lei a ‘scodinzolare’ il cane. “Truth” è da vedere ma accettate un umile consiglio: non organizzatevi per un ultimo spettacolo con una pesante cena da smaltire.

Claudio Pofi

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