WACKEN 3D – IL FILM

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WELCOME BACK MY FRIENDS TO THE SHOW THAT…FORTUNATELY ENDS

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Wacken è un paesino a nord della Germania dove, dal 1990, una volta all’anno 75 mila appassionati da tutto il mondo si ritrovano per una maratona di metallo pesante tra band storiche ed esordienti. È uno dei festival più importanti e amati: 2 chilometri quadrati di superficie, 7 palchi, 120 band. Il 25° anniversario nel 2013 è stato occasione per raccontare Wacken attraverso un film auto celebrativo, approfittando della presenza di mostri sacri come Alice Cooper, Anthrax, Deep Purple, Motörhead e Rammstein. Una produzione in grande stile con 18 telecamere che in alta definizione e 3D hanno documentato la potente kermesse musicale.

Il documentario musicale non è figlio di questo secolo ma del precedente, nato con l’idea di consentire a coloro che non avevano avuto 210CC5D8-09D1-42F1-B220-6EAD9F85090Cl’opportunità di partecipare a un evento di viverlo comunque su grande schermo. Penso a pellicole di culto come “Woodstock” (ovviamente il primo film, quello del 1969 ), “Led Zeppelin – The Song Remains The Same”, “Rolling Stones – Gimme Shelter”, “Queen At The Rainbow”, “AC/DC – Let There Be Rock”, “Deep Purple – Made In Japan”, “Exit Stage Left” e “All The World’s A Stage” con in Rush ma la lista sarebbe molto, molto lunga. La storica quattro giorni musicale del 2013 a Wacken è così diventata un film di poco più di 90 minuti ma il risultato a fine spettacolo, almeno per il sottoscritto che non ha mai avuto occasione di parteciparvi, è stato tiepidamente modesto.

A60A0255-6D9A-4BEC-B3B4-05A51E04766BLa delusione principale è legata alla scelta di documentare l’evento principalmente fuori dai palchi, con incursioni musicali frammentate in mezzo a troppi dialoghi, eccessivamente dispersive specie per artisti d’inferiore caratura o semi sconosciuti, segmenti di esibizioni dal vivo dalle quali non mi è stato possibile capire ne tanto meno scoprire nuovi talenti nonostante gli evidenti sforzi da parte dell’organizzazione di offrire una sarabanda di eterogenei performer, alcuni dei quali forse capaci di portare una ventata d’innovazione.

Il film preferisce aggirarsi tra migliaia di tende occupate in prevalenza da giovani campeggiatori (quasi) tutti interessati alla musica, raccoglie pensieri, ne è testimone quando impietoso inquadra disarmanti individui isolati all’interno di una vita che sa di poco, repressa sia sessualmente che socialmente, a tratti incapaci di esprimersi e probabilmente di saper cogliere l’essenza della 1030FB93-D676-4D47-92FF-A086AE281E90musica che ruggisce dai palchi giorno e notte di cui sembra andato perso l’incipit eversivo che è nel DNA stesso del metal. Film che quantomeno sa restituire l’elettrica esuberanza della platea nel corso degli show tra sole, pioggia e fango ma la musica non la fa mai da padrone.

Wacken 3D” è un compendio celebrativo per coloro che vi hanno partecipato almeno una volta, chi ama visceralmente il mondo del metal che ruota attorno alla musica, anche quando quest’ultima è più vicina alla spazzatura e ben difficilmente spingerà cultori in erba ad approfondirne la conoscenza. Se non altro una buona occasione per uno studio antropologico su variopinte e pittoresche generazioni.

AC3B8DEB-D7F0-48C0-8A99-7EBD3E64AA61Da Lucky Red l’edizione home video anche Blu-ray 3D, ottima qualità d’immagine con alcuni cali nel dettaglio e risalto elementi in secondo piano all’interno di un montaggio che ha incluso riprese dal retrogusto eccessivamente digitale. Molto bene l’effetto stereoscopico aumentando il senso di profondità di campo su e giù per i palchi. Doppia traccia DTS 6 canali ad alta risoluzione italiano e originale con sottotitoli, da privilegiarsi quest’ultima per rimanere maggiormente catturati dall’atmosfera del momento altrimenti soffocata dal doppiaggio. Come extra solo il trailer.


Claudio Pofi

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